L'uva e l'ozio

Di uva, ozio e autarkeia

Categoria: Attimo

Mi sei apparso come un fantasma

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Se lo avessi davanti probabilmente non gli chiederei niente. O forse gli chiederei perché pensava che in quel modo avrebbe firmato un fantasma. E gli chiederei che cosa avrebbe dovuto firmare un fantasma ma, soprattutto, perché parlava spesso di fantasmi. Come spesso accade è prima un particolare a catturare e poi la vista si allarga rinchiudendo, al suo interno, generali orizzonti che prima esito nel comprendere. Qualche anno fa avrei avuto modo di farti delle domande, eppure ti avevo messo da parte, come si mette da parte qualcosa che ti capita in mano ma sai benissimo non essere di tua proprietà, di tua appartenenza. È il tempo che cambia e ti cambia, di certo non è diverso, però, il tuo sguardo da dietro quella tenda, vera cortina translucente che ti vorrebbe bambino ma col peso di mille accordi e duemila parole. Ti proteggi dietro la tenda, ti protegge quella tenda eppure ho l’impressione che tu voglia spingerti oltre e venire verso di me. Avrei voglia che tu uscissi finalmente da quello spazio, che tu venissi a sedere su questa poltrona a rispondere ad alcune mie domande, quelle che ho anticipato poco fa e altre. Ti chiederei perché quella è la firma di un fantasma

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La descrizione di un attimo, 133

La luce non ci catturerà

 

Burzum, Det Som En Gang Var

La descrizione di un attimo, 132

 

A sun that never sets burns on.
New light is this river’s dawn.

When to speak of a word so old
is to relearn what is known.
A time to think back and move on.
Rebuild the loves of lives long gone.

The blood that flows through me is not my own.
The blood is from the past, not my own.
The blood that leads my life is not my own.
The blood is strength, I’m not alone.

Neurosis, A Sun that Never Sets

La descrizione di un attimo, 131

Von, ossia speranza. Takk, ovvero grazie

La descrizione di un attimo, 130 (Ecco)

I pezzi di vetro sparsi per terra 
tornano di nuovo vicini 
risalgono l’aria 
sullo scaffale riappare un bicchiere 
Ecco 

la barca persa nella tempesta 
ha eliche che girano al contrario 
naviga indietro nella sua scia 
e torna salva nel porto 
Ecco 

io certo non ti lascerò mai andare 
ecco 
di certo non ti lascerò sparire 
Ecco 
Ecco 

una freccia piantata in un ramo 
esce piano dalla corteccia 
e compie il suo tragitto al contrario 
e ritorna al suo arco 
Ecco 

l’uomo vecchio con le sue rughe 
sta aspettando le ultime ore 
e un attimo prima di chiudere gli occhi sente di nuovo un vagito 
Ecco 

io certo non ti lascerò mai andare 
ecco 
di certo non ti lascerò sparire 
Ecco 

io certo non ti lascerò mai andare 
di certo non ti lascerò sparire

Niccolò Fabi, Ecco

(colpa di Rideafa)