L'uva e l'ozio

Di uva, ozio e autarkeia
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Le scale

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Ascoltami. Ascoltami. Se alzi gli occhi riesci a vedermi, sono quassù, su questa scala. Ascoltami. Non riesco a scendere, non so se voglio scendere e allo stesso tempo non voglio che tu salga fino qua. Vorrei chiederti di allungare la tua mano verso di me senza poi sapere a quale scopo, se davvero tu riusciresti ad aiutarmi oppure se questo rimanesse un gesto a mezz’aria, due mani ferme che si sfiorano, magari si stringono, si sfuggono e scambiano calore e sudore. Eppure provo ad allungarmi io verso di te, ritraendomi subito dopo, impaurito dalla possibilità della caduta, dal dolore dell’impatto o più semplicemente dall’ineluttabilità di tutto ciò che accadrà dopo, tutto quello che accadrà ugualmente, anche se non mi sporgessi verso di te. Allora ti chiedo solamente di ascoltarmi, di fermarti un attimo sul primo scalino. Mettiti pure a sedere, mettiti comoda perché ho molte cose da dirti e dovrai solo interrompermi per farmi riprendere fiato, temo che una valanga di parole usciranno dalla mia bocca e appunto vorrò fermarmi solo per respirare. La valanga diventerà tempesta dopo esserlo stato dentro di me. Tu, ascoltami.

Taijin Kyofusho

Canzone del mattino 3

A Desire for Light, 5

1989, Overkill, The Years of Decay

La diversità, l’incontro, il mischiare è un sottofondo. Ci sono anni in cui era necessario essere intransigenti

OV

A Desire for Light, 4

1986, Metallica, Master of Puppets

Con gli anni, negli anni, ci si incuriosisce. Si vuole scoprire, fino all’ultimo dettaglio, seguendo ogni movimento dei polpastrelli di Cliff. Studiare un pezzo fino alla singola nota e quindi imparare

MOP