Atlante
by L'uva, e l'ozio
Allur rennvotur (rennblautur)
Certe risate sono come un profumo e rimangono sospese nell’aria e nel tempo. Per esempio, quando mi sto vestendo e sento ridere mia figlia mentre fa colazione mi porto, poi, addosso quel profumo per tutta la giornata. Quindi scendo, la vedo voltarsi verso di me e cominciare a raccontarmi cosa ha imparato dai sogni della notte precedente, le sue conquiste e le sue avventure, per poi mettermi i suoi occhi nocciola nei miei occhi azzurri aspettando il mio sorriso e il mio orgoglio. Mi offre una fetta biscottata con la marmellata di ciliege, che io prendo e la ringrazio. In cambio mi legge le parole, sbagliando le doppie, scritte sull’etichetta del barattolo di marmellata. Sono tra le prime parole che ha imparato a leggere. Esco di casa, non prima di averla salutata con un bacio sui capelli, con il profumo della sua risata negli occhi, nelle orecchie e il sapore di ciliege su dita e lingua. Chiudo il cancello e lancio un’occhiata prima al portone e poi alle finestre, alte, con le tende bianche dietro, dentro. Fino a pochi anni fa tutto ciò era un sogno, un’irraggiungibile utopia. Una tenda si sposta lentamente. Vedo Francesca che mi sorride, mi saluta e per mano tiene la bambina. La guarda e le dice di salutarmi. La bambina sorride e mi saluta con la sua manina nella mano della madre. Ho fatto bene a svegliarmi, qualche anno fa, cominciando a guardare la punta degli alberi invece di quella delle scarpe. Ho fatto bene a prendere il sole di petto. Sorrido.
[25.01.2012]

