L’uomo che corre, 37
by L'uva, e l'ozio
Sai a cosa pensavo poco fa, mentre correvo alla Pieve? mi chiede l’uomo che corre e, senza attendere risposta, si risponde da solo. Pensavo al fatto inequivocabile che ho fatto, nella mia vita, più chilometri per la musica che per l’amore. Ah, commento senza aver compreso bene. L’uomo che corre sembra notare la sospensione interrogativa ma non le dà peso. E continua. Eppure non ho chiesto niente alla musica e ho avuto tutto in cambio. Per l’altro, invece, l’inverso o quasi. L’uomo che corre rimane sospeso, come una frase sui suoi puntini, si ferma, guardando in terra con le braccia sui fianchi. Ieri stavo per prendere a manate una ragazzina, mi dice poco prima di alzare gli occhi verso di me. Appena ha finito di alzarli, riprende. Era da molto tempo che non la vedevo e ne avevo perso le tracce. Ti dirò, non che pensassi di poter parlare di nuovo con lei come facevamo un tempo, erano passati mesi e cose di distanza, tanta. Però, almeno parlarci credevo fosse possibile. L’uomo che corre fa una pausa. Riprende. Invece, teneva in mano un velo e se lo passava davanti alla bocca mentre parlava, in modo che quello che diceva era difficilmente comprensibile. L’uomo che corre mima il passarsi del velo davanti alla bocca. Anche quello che diceva era strano, confuso. Parlava di futuro, di non doversi aspettare niente ma velo a parte mica ero sicuro che stesse parlando con me. Effettivamente si nascondeva dietro il velo, ho notato a un certo punto, e credo che tenesse uno specchietto in mano durante i suoi contorti sproloqui. Guarda a sinistra, verso le nuvole. Poche, invero. Mi ha fatto salire il nervoso, questo suo comportamento, mi dice l’uomo che corre. Nemmeno mi parlava negli occhi, quella ragazzina. Forse temeva di scoprirsi di nuovo ragazza e bambina ed essere in pace con questo, senza dover per forza sentirsi donna anche dopo quello che è successo, dopo i mesi e le cose. Almeno con me può lo ammettere, non deve necessariamente fingere. Mi guarda di nuovo mentre annuisco. Senti, io vado, mi fa, sennò mi sale di nuovo il nervoso. Riprende a correre verso la Provinciale e lo saluto con la mano destra.
[24.01.2012]

